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Perché la geotermia a bassa entalpia è una risorsa energetica rinnovabile:
La geotermia è classificata come "fonte energetica rinnovabile" ai sensi del Decreto Legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003 (Art. 2, lettera a) emanato in attuazione della direttiva europea 2001/77/CE; le pompe di calore possono erogare energia rinnovabile ai sensi della Direttiva Europea 2009/28/CE del 23 aprile 2009 pubblicata sulla gazzetta ufficiale europea L 140 del 5 giugno 2009. La soglia per classificare l'energia prodotta come rinnovabile è indicata nell'allegato VII della sopraindicata direttiva.
Gli impianti geotermici utilizzano l'energia termica naturale presente nel sottosuolo. In particolare tra gli impianti geotermici a bassa entalpia quelli che prevedono l'installazione nel terreno di sonde verticali a circuito chiuso non contemplano il prelievo e reintegro di acqua dal sottosuolo, ma ricorrono al semplice scambio termico tra un circuito ermetico in materiale polietilenico ad alta densità (PEAD) ed il terreno circostante.
Nel circuito chiuso scorre un fluido termovettore che può essere semplice acqua sterilizzata.
L'energia termica scambiata con il sottosuolo è da considerarsi "rinnovabile" poichè questa viene costantemente rigenerata dall'azione :
- del sole che irraggia la superficie terrestre e "rigenera" termicamente gli strati di terreno fino ad una profondità di 15 ÷ 20 m dal piano di campagna;
- dagli agenti atmosferici quali pioggia, vento, neve e da fenomeni geologici in genere ;
- del flusso geotermico naturale ed endogeno del globo terrestre che domina il fenomeno della rigenerazione termica del terreno già a profondità di 50 ÷ 100 m dal piano di campagna.
- dal decadimento degli isotopi radioattivi che naturalmente sono presenti nel terreno
Si ricorda infatti che in superficie il sole arriva a fornire al terreno anche 1000 W/m2, mentre dal centro della terra, per effetto del naturale flusso geotermico profondo, il terreno riceve circa 0.06 ÷ 0.12 W/m2.
Gli impianti geotermici a bassa entalpia con sonde verticali a circuito chiuso, nel caso sia previsto un funzionamento sia invernale che estivo della pompa di calore accoppiata con il terreno, possono inoltre essere considerati "rinnovabili" anche in virtù di una ragione strettamente connaturata alla loro filosofia di utilizzo.
Sostanzialmente possiamo affermare che è l'impianto stesso a RINNOVARE ANNUALMENTE L'ENERGIA TERMICA DEL TERRENO grazie alla strategia di gestione che prevede uno "stoccaggio" estivo, e un successivo "prelievo" invernale dell'energia termica dal sottosuolo.
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